Fashion Revolution 

Sulla scia del post di Katia di FabricStudio, ho deciso di dire anch’io la mia sull’etica dell’acquisto in generale, ma soprattutto nel campo della moda, che più mi vede partecipe! Cosa si intende dunque per etica dell’acquisto?

Beh io credo che si riconduca tutto ad una scelta consapevole.

Scelta Consapevole perché, quando si acquista qualcosa non lo si dovrebbe fare solo perché quell’oggetto ci piace, è di marca, è conveniente, etc.. ma bensì perché abbiamo la percezione, o la conoscenza, di quello che c’è dietro quel prodotto, e che quindi scegliamo consapevolmente di mettere nel carrello, virtuale o fisico che sia!

Dovremmo infatti chiederci qual’è il processo produttivo che ha reso possibile la vendita dell’articolo: se davvero abbiamo a cuore la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, allora è il caso di guardare oltre e, come dice appunto Katia, di leggere attentamente il cartellino e le indicazioni di ciò che stiamo per acquistare!

Prima di comprare facciamoci delle domande sui prodotti utilizzati da quella industria, se utilizzano sostanze tossiche o meno, piuttosto che sullo sfruttamento delle risorse in atto (sostenibilità ambientale), di più ancora, sullo sfruttamento o meno dei lavoratori (sostenibilità sociale).. o almeno tante domande quante ve ne fate (spero), quando acquistate prodotti alimentari per voi e i vostri bambini!

L’economicità non è sempre sinonimo di qualità o eticità!

Faccio un esempio, l’altro giorno al mercato paesano dove abito io c’era un banco che vendeva un paio di scarpe, modello mocassino, a 5 euro! Ora.. aldilà del bello o brutto (de gustibus non disputandum est) passato lo stupore iniziale, le domande che mi sono fatta sono state principalmente due: per costare 5€..

1. Con COSA sono fatte ?

2. CHI le ha fatte?

Voglio dire.. considerando che il banco del mercato oltretutto sarà un rivenditore e non il produttore.. dove sono i guadagni+costi materiale + costi della manodopera???
La fashion revolution e la campagna WhoMadeMyClothes si pone come obiettivo proprio questo: porre l’attenzione sullo sfruttamento della manodopera nel campo tessile!

A questo punto mi sento in dovere di sottolineare almeno 5 aspetti positivi che emergono quando compri da un artigiano:

1. hai una garanzia di qualità ;

2. Hai garanzia dell’unicità del prodotto, che spesso viene fatto appositamente per te ;

3. Puoi richiedere personalizzazioni e cambiamenti che possano rendere veramente tuo l’oggetto ;

4. Hai un prodotto che vale esattamente il lavoro che c’è dietro (dai materiali, alla manodopera) e sai che hai valorizzato la creatività di qualcuno ;

5. Dietro al prodotto c’è un volto, ci sono delle mani, c’è un’anima creativa, con cui hai anche la possibilità di instaurare un rapporto!

Ora, detto ciò, non voglio dire che tutti dobbiamo acquistare sempre e solo da artigiani, anche perché altrimenti le grandi industrie andrebbero a gambe all’aria e con loro l’economia, senza considerare poi gli ovvi motivi economici!!

Però voglio semplicemente evidenziare che una scelta c’è, è possibile, ed in Italia si chiama artigianato.

Si dice che l’artigiano non venda oggetti, ma esperienze d’acquisto..

quindi se sei interessata a queste esperienze, puoi trovare tantissimi portali online, da A Little Market, a Etsy, DaWanda, passando anche per Amazon Handmade!

Su questi marketplace, oltre a sfogliare tutto ciò che è in vendita, avete anche la possibilità di vedere il volto di chi crea e di leggere la sua storia: vi consiglio di approfittarne!

L’oceano è fatto di gocce, iniziamo a riempirlo!

Hai voglia di raccontarmi la tua esperienza d’acquisto?
Raccontala nei commenti qui sotto!!

0 Comments

  1. […] Fa bene anche a chi, prima di oggi, non si era mai avvicinato al mondo del “fatto a mano”, a chi ancora credeva che gli artigiani fossero quelli che “producono cosine e mettono banchini”. Si fa bene anche a voi, perché scoprirete un mondo a cui dopo non potrete rinunciare: scoprirete che dai creativi non si vendono oggetti, ma si vendono esperienze d’acquisto (questa una volta l’ho sentita, ma pardon, non ricordo da chi!), si vende una filosofia, uno stile di vita consapevole. (Se non siete ancora convinti andate a rileggere il post sulla Fashion Revolution che ho scritto il mese scorso!) […]


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